Peter Reichegger un uomo di classe eleganza stile e savoir faire

a cura di: Marinella Cucciardi,  foto di: Carlos Jones

Nella galassia del mondo imprenditoriale brilla una stella che coniuga capacità e competenza ad altissimo livello. Parliamo di Peter Reichegger un uomo di classe eleganza stile e savoir faire

Nato 51 anni fa in Alto Adige dove vive attualmente a Campo Tures con la sua splendida moglie e due dei suoi tre figli, una figlia vive fuori casa con il proprio compagno e il figlio.


Dopo il conseguimento di una laurea in economia aziendale presso la Leopold Franzen università di Innsbruck, inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, la Hobag, e nel 1996 diventa membro del consiglio di amministrazione. In famiglia risalta sin da subito la sua capacità imprenditoriale e il senso per gli affari anche all’estero e prestigiosi incarichi non tardano ad arrivare. È amministratore unico della Jesolo Immobiliare, una società controllata al 100% dalla Hobag e annovera tra i suoi prestigiosi incarichi anche quello di presidente del Golf Club di Jesolo.

A Jesolo ha realizzato la lussuosa residenza con piscina fronte mare “JLV, Jesolo Lido Village”, per cui si è avvalso della collaborazione del famoso architetto di fama internazionale Richard Meier di New York, mentre a Milano è in fase di ultimazione la residenza V33 in via Volturno, nel nuovo quartire alla moda della città milanese, una splendida costruzione di 14 piani che proprio per la sua posizione e per il panorama che si può godere dagli utlimi piani è stato la location ideale per party esclusivi, eventi glamour e shooting fotografici come per esempio la registrazione del film di Lory del Santo “The Lady”, il party per il lancio della rivista online “Deamina Magazine” e il matrimonio tra Ludmilla Radchenko e Matteo Viviani delle Iene

Tante realizzazioni ambiziose e collaborazioni di alto livello, quanto incide su un progetto la presenza di un architetto di fama internazionale?
Innanzitutto il progetto costa quasi il doppio del normale, ma la competenza e la fama dell’architetto diventano un valore aggiunto, in quanto il prodotto che si offre è unico, trattandosi di vere opere d’arte, ecco perché i costi sono maggiori ma sicuramente giustificati.

Come mai hai valutato anche dei progetti all’estero?
Siamo impegnati con un progetto a Bucarest per la realizzazione vicino Piazza del Popolo di un hotel di 20 piani dal valore di circa 35/40 milioni di euro in partnership con 2 catene internazionali di hotel. In Argentina, precisamente a Mendoza (capitale del vino), stiamo sviluppando un progetto di una torre di 25 piani destinata ad appartamenti e uffici. Mi piace diversificare i miei impegni.

Analizzando la diversificazione mirata dei tuoi investimenti quali sono le tue preferenze, si lavora meglio in Italia o all’estero?
Nonostante ci si lamenti sempre della nostra nazione noi preferiamo sempre lavorare in Italia.

Parlando dei lavori in Italia ci spieghi come per una regione come l’Alto Adige l’ecosostenibilità è diventata parola d’ordine e cosa cambia nella vostra progettualità?
Adattarsi ai cambiamenti è fondamentale, il progetto di Milano (V33) è Cat. B, mentre quello di Jesolo è Cat. A, ma più si va avanti più le costruzioni saranno di categoria elevata, ad esempio in Alto Adige costruiamo in categoria Klima House che rappresenta il massimo.

Come vedi il mercato immobiliare nei prossimi anni?
Al momento il mercato in Italia è in forte crisi già da diversi anni con prezzi in discesa e scarsa richiesta. Il settore immobiliare, purtroppo, è stato bastonato molto anche da provvedimenti fiscali molto sfavorevoli che hanno fatto scappare investitori italiani ed esteri, questi ultimi anche a causa di una sfiducia generale nell’Italia in questo momento, mentre i privati non hanno più il coraggio di investire per la paura generale di rimanere anche senza il posto di lavoro.

Nonostante ciò, immobili di pregio, come li offriamo noi, hanno riscontrato un interesse più che discreto. Per esempio sul Lago di Garda c’è specialmente una clientela internazionale, a invece Jesolo un pubblico quasi esclusivamente proveniente dal Veneto e da Milano. Però, in generale, si dovevano fare dei compromessi per i prezzi di vendita.
Se l’Italia riprende fiducia – molto difficile – sono sicuro che darà una spinta anche al mercato immobiliare.

Da giovane avevi la passione della musica e ora quali sono le tue passioni?
Ho sempre avuto la passione delle vetture sportive, ho fatto anche le corse in macchina. Da qualche anno mancano sia il tempo che i presupposti (sponsor che si sono ritirati) per proseguire questa attività.
Ho sempre una grande passione per l’architettura e mi piace viaggiare anche per vedere le opere d’arte architettoniche realizzate nel mondo. Mi interesso anche al design degli hotel.
Mi piace molto il mare e tutti gli sport annessi e connessi. Un’altra passione è anche il mangiare e bere bene, che per me è quasi una cultura. Quindi cerco, tempo permettendo, di scegliere con grande cura i posti.

Sempre elegantissimo e attento a ogni dettaglio, uno stile impeccabile, scegli tutto tu con il tuo sarto personale, tessuti, colori o ti lasci consigliare?
Avevo, ed ho, grande cura e passione per i vestiti e l’abbigliamento in generale. Direi che sono anche appassionato di uno stile impeccabile, quasi maniacale, senza però esagerare in momenti poco opportuni. La cultura del vestire bene è data a pochi. Lo faccio esclusivamente per me stesso, per sentirmi bene. Negli anni passati mi sono “fornito” abbastanza e ora ho bisogno solo di qualche accessorio che si cambia ogni tanto. La base c’è e la passione è rimasta. Lo stile viene condiviso con mia moglie, che ha un grande gusto oltre a una straordinaria sensibilità per colori e combinazioni di stoffe e tessuti.

Non vorrei poi parlare di un “sarto personale”. Alla fine la spesa per un vestito è più o meno quella delle griffe di moda, solo che ci devi investire tempo e grande pazienza. Per fare un abito ci vogliono 3 – 4 mesi. Un abito firmato lo compri in mezz’ora. Quindi, è più una scelta di vita piuttosto che una questione di portafoglio.

Si dice la vita è una cosa bella, ma dimmi se ti rispecchi di più nella frase “Mi piace la vita bella”?
Penso che sia abbastanza umano che la “vita bella” piaccia. Non solo a me, immagino. Poi c’è qualcuno con più passione e passioni, che magari riesce a godersi i momenti con più attenzione, che non altri che mancano di sensibilità per le belle e buone cose della vita. Non posso negare che a me piacciono. Perché no?

Parliamo ora un po’ di te, so che segui il Feng Shui, puoi spiegarci che cos’è?
Il Feng Shui è un’antica arte geomantica taoista della Cina, ausiliaria dell’architettura, che però considera anche aspetti della psiche e dell’astrologia. È basata sui due principi generali che guidano lo sviluppodeamina-magazine-1 degli eventi naturali, Ying e Yang, che nel Feng Shui sono vento e acqua, in effetti il nome Feng Shui significa proprio “vento e acqua”. È una scienza che si applica alle varie attività nella casa, nella vita, e nei viaggi, per armonizzare l’energia e portare prosperità e serenità. La forma di una casa o l’orientamento del letto, il colore di mobili e degli oggetti, tutto crea assonanze con i 5 elementi e deve essere considerato per ottenere il massimo di energia positiva e propizia.

Puoi farci qualche esempio di applicazione ai palazzi?
Ad Hong Kong, per esempio, fanno i palazzi con dei buchi perché il drago dal Peak, che sarebbe la montagna di Hong Kong, di notte scende e vuole andare al mare e se trova i palazzi senza buco ci sbatte contro, allora si arrabbia e quindi porta male al palazzo. Sempre a Hong Kong le banche, davanti ai loro palazzi mettono delle statue di leoni per difendere gli edifici da quelli che entrano e vogliono portare via i soldi. A Macao, questo è interessante, ci sono dei palazzi che ospitano i Casinò che hanno le scale mobili solo in salita e non in discesa perché hanno paura che portino via i soldi. Il Feng Shui è la scienza più antica del mondo.

Chi della tua famiglia è attirato dal Feng Shui?
Mia moglie ed io. Mia moglie ha un’amica che ha studiato per 25 anni questa scienza in Cina dai più grandi maestri e lei ci da’ dei consigli e degli input importantissimi.

Dimmi un po’ che tipo di input ha dato alla tua famiglia?
Per esempio ci siamo fatti fare il profilo di ognuno di noi e questo ci ha fatto capire come dobbiamo interagire fra di noi, quali sono le cose a cui reagiamo positivamente e quelle a cui reagimo negativamente, come dobbiamo dormire, cosa ci fa bene, cosa ci fa male. È una scienza molto importante.

Come devi dormire e come deve dormire tua moglie ?
Purtroppo io dormo normale e mia moglie a 180 gradi.

Ossia?
Ossia lei dorme con la testa dove io ho i piedi.

Quidi tu baci i piedi di tua moglie!
Esatto, perché il flusso dell’energia di notte deve defluire proprio così, come dice il Maestro Feng Shui.

Da quanto tempo tu dormi con i piedi di tua moglie in faccia?
Da oltre un anno ormai e devo dire che sto anche bene.

Ma tu ti senti un graziato dalla vita?
No, io devo lottare duro, direi che negli ultimi periodi la lotta è mutata in un combattimento!
In certi periodi sono stato anche fortunato, però penso che sono stato fortunato anche perché lavoro tanto, perché ho investito tantissima energia. Ci siamo goduti anche un certo successo, una certa soddisfazione, ma da solo, senza far niente o stando a casa, non sarebbe successo nulla.
In questi periodi difficili bisogna rimboccarsi le maniche e non perdere la fiducia, che il successo e la fortuna tornano di sicuro.

Sei stato lì lì per morire e ti sei salvato per miracolo, ci racconti qualcosa?
Guarda qui c’è di mezzo proprio il destino perché è successo il 17 di Marzo del 2012. Ho scoperto che il giorno 17 di altri mesi mi sono successe altre cose che sono veramente impressionanti.
Per esempio mi hanno rubato la macchina con la targa 17 e poi ci sono altri eventi meno importanti ma comunque negativi che sono successi il 17.

Ma raccontaci del tuo incidente sulla neve?
Quel giorno dovevo andare a Venezia per dar seguito ad un invito alla feste di compleanno di un amico e già la cosa nasceva male perché mia moglie non voleva venire, ma io ero costretto ad andarci e così sono sceso da solo sulla pista intorno alle due del pomeriggio.
Era fine marzo e la neve era già molto moscia, ho perso il controllo degli sci e ho infilato una rete, mi sono trattenuto e ho sbattuto la testa contro un palo. Sono svenuto e caduto insieme alla rete di protezione che non faceva da protezione, purtroppo, perché ha ceduto e sono caduto fuori con la testa in giù e sono rimasto li’ per più di mezz’ora.
Nella caduta ho perso il casco che è rotolato dall’altro lato del bosco ed è uscito sull’altra pista.
E li’ c’erano due giovani che hanno trovato il casco e che si sono detti che doveva essere successo qualcosa e quindi sono venuti a cercarmi e mi hanno trovato.
Hanno cercato di svegliarmi e alla fine mi sono anche svegliato dalla mia inscoscenza.
E poi è successo di tutto: hanno chiamato l’elicottero, mi hanno portato in ospedale, prima a Brunico, poi a Bressanone e poi a Monaco di Baviera.

Mi hanno portato a Monaco perché a Bressanone il medico non sapeva cosa fare, non aveva il coraggio di operarmi perché era un intervento che non aveva mai fatto e perché ero molto grave; lui era davvero preoccupato e mi ha messo una grande paura adosso. Quindi ho preferito allontanarmi e andare in Germania. Li’ hanno fatto un bel lavoro e sono contento.

Quando ti sei visto allo specchio?
Avevo sognato tutta la notte come potevo essere perché alla fine non sentivo più la metà della faccia, quindi pensavo che avevo perso tutta una parte e invece questa sensazione era perché ero molto gonfio, siccome avevo sbattuto, la faccia era diventata quasi il doppio di quella che ho normalmente. Comunque è stato un periodo bruttissimo che è andato avanti per quasi 2 anni in cui ho sofferto tantissimo, però adesso piano piano sto riprendendo il ritmo normale.

Cos’è successo dopo la tua visita a Lourdes?
Dopo la visita, non so se è solo una questione di suggestione, di testa, di mente però ho sentito che riprendevo la sensibilità nella faccia dove avevo sbattuto, dove ero stato operato, dove la pelle e tutta la struttura della carne si stava riattaccando all’osso; ho sentito che si risvegliava e adesso la sensibilità è quasi totale. Secondo me ci vorranno ancora 2 o 3 anni ma alla fine ci arriviamo.

Quando vedi il 17 hai paura?
No, però cerco di non guardarlo, di non tenerne conto, di evitare il 17. È una cosa assurda, però cerco di farlo, cerco di ignorare qualsiasi cosa con il 17.

Raccontaci il 17 dell’auto che ti hanno rubato.
Sono riuscito a dare le chiavi della vettura ad un “falso parcheggiatore” davanti ad un noto locale milanese, e quindi, nonostante la macchina fosse assicurata, il danno è stato notevole perché l’assicurazione ha riconosciuto solo metà del danno. Cosa altrettanto grave che la macchina non era neanche mia, bensì di un mio amcio, immaginarsi la figura… Poi c’erano dentro diverse valige griffate che ho “raccolto” durante tutta la vita, con un’infinità di vestiti e scarpe, perché ero in viaggio da tutta la settimana e avevo più impegni. ero invitato a un matrimonio, perciò avevo lo smoking, avevo un invito importante per l’apertura di un negozio di un amico, ero invitato al mare e poi avevo degli appuntamenti di lavoro. Quindi avevo tutto con me. Tutto. Ho perso un’infinità di cose, accessori particolari e questo mi dispiace davvero perché non li recupererò mai più.
La macchina la ricompri con il rimborso parziale dell’assicurazione, pazienza, le altre cose no…

Come si fa a reagire a tutti questi 17?
È molto difficile e ci vuole tempo per riassettare tutto e ripartire, cercando di ignorare e dimenticare queste cose, però non è facile.

Ma tu sei un ottimista di natura?
Sì molto.

Quindi questo ti aiuta?
Assolutamente sì. Sono un ottimista e vedo sempre le cose positive anche nel disastro.

Come vedi l’Italia quest’anno?
La vedo in difficoltà, perché secondo me non c’è un concetto molto chiaro di come venire fuori da questa crisi quando quasi tutta l’Europa sta ripartendo, sta agendo bene. Il problema è molto psicologico perché i nostri politici mettono paura a tutti quanti per difendere loro stessi, per trovare la scusa di nascondere i loro errori. Stanno cercando di mettere pressione addosso ai cittadini e chiedere sempre più tasse, con le loro manovre distruggono tutto.
Hanno distrutto il mondo dell’auto di lusso, delle sportive, della nautica con l’introduzione di nuove imposte e il bilancio globale è risultato molto negativo, pensiamo ai blitz della Guardia di Finanza fatti in posti di villeggiatura come Cortina e la Costa Smeralda.
Distruggono anche l’immobiliare.Fanno scappare le persone, costringendole a portare via i soldi perché non li fanno neanche più spendere. In Italia è un disastro!

Come pensi del fatto che alcuni vorrebbero che l’Italia uscisse dall’Euro?
Per me sarebbe positivo perché stavamo bene e eravamo molto più “ricchi” quando eravamo ancora con la Lira. Il mercato funzionava davvero bene, noi avevamo un’economia autonoma e il mercato interno funzionava e adesso invece ci dobbiamo confrontare con tutta l’Europa dove ci sono economie diverse, che una non c’entra niente con l’altra, con dei tassi di interesse diversi, con la mentalità del lavoro che è diversa, è molto molto difficile.
Secondo me è stato un grande errore, copiato forse anche dagli Stati Uniti in America, però è tutto un altro concetto, secondo me qui non funziona.

Tu che sei italiano ma parli nella tua città in lingua tedesca, anche con tua moglie parli in tedesco?
Sì certo, perché culturamente siamo di madre lingua tedesca perché la nostra provincia era fino al 1918, cioè fino alla fine della prima guerra mondiale, sotto lo stato austriaco e quindi culturamente siamo ancora legati all’Austria.
Anche se a livello geografico siamo cittadini italiani, e va bene così, però a livello di cultura, di certe usanze siamo austriaci, nonostante che siamo cittadini italiani, e non è che puoi cancellare questa cultura e tutte le tradizioni da un giorno all’altro. D’altronde però abbiamo “ereditato” anche tantissimo dall’Italia.. la moda, il mangiare….Direi che possiamo essere contenti.

Con i tuoi figli in che lingua parli?
In tedesco, ma da noi il 90% parla tedesco.

E tu che sei a cavallo tra l’Italia, Monaco e la Germania, come vedi l’Italia nel futuro e come vedi la Germania?
I “Tedeschi”, a mio avviso, sono molto più grezzi, cattivi, però sono anche molto più produttivi. Forse si divertono meno, però funziona. A me non è che stanno tanto simpatici…

Quindi pensano molto di più al lavoro?
Secondo me sì. Sono molto più competivi. Invece all’Italiano piacciono le cose belle della vita, come mangiare, fare festa, fare le ferie, eccetera. E vanno in ferie anche senza soldi, mentre il Tedesco sta a casa. Però alla fine bisogna dire, secondo me, che stanno meglio gli italiani piuttosto che i tedeschi, anche se l’economia funziona meglio in Germania.

Però come vedi che l’Italia ha venduto tutti i suoi gioielli, tutte le industrie più belle le stiamo vedendo all’estero?
Purtroppo è davvero una cosa negativa perché alla fine non ci rimane più niente; non capisco perché l’Italia non riesce a difendersi perché ha una costa meravigliosa, ha dei monumenti culturali fantastici quasi unici al mondo e non riescono lo stesso a stare in piedi. È una cosa pazzesca perché i politici pensano solo e soprattutto alle proprie tasche quindi non funziona niente.

deamina-magazine-2